Mark&Evelien
25 ottobre 2010

Maeve Stam

Maeve Stam (1984) è una aspirante fotografa che ha da poco concluso i suoi studi presso la Hogeschool voor de Kunsten di Utrecht.

Utrecht si trova circa 30 km a sud di Amsterdam – troppo vicina alla capitale per poter brillare della propria luce. Ma le due città hanno sempre avuto un rapporto significativo e spesso gemellare nello sviluppo delle arti. Questa unione è oggi testimoniata dal festival Dutch Design Double, una serie di eventi tra arte e design che si tengono ogni anno nelle due città, di cui si è appena conclusa l’edizione per il 2010.

Oltre a Maeve, ad Utrecht sono nati due figure chiave nel movimento De Stijl: Theo van Doesburg e Gerrit Rietveld (l’accademia che porta il suo nome si trova ad Amsterdam, tra l’altro). Insomma, non è facile cercare di superare i propri predecessori se si è nati ad Utrecht.

Tornando a Maeve, mi ha colpito molto il progetto che ha realizzato per il suo graduation show. Ha invitato varie coppie di amici e conoscenti a dormire a casa sua. Qui aveva allestito una camera da letto con una macchina fotografica a tre metri da terra, programmandola per scattare una foto ogni 20 minuti durante tutto l’arco della notte. Ecco il risultato:

Questa è una traduzione del testo con cui Maeve ha presentato il suo progetto alla mostra:

“Amo dormire. Sono piuttosto brava a farlo. Così anche il mio ragazzo.
Ci siamo trasferiti in una nuova casa e dormiamo nel letto di un amico invece che nel nostro. Non dormiamo più bene come prima. Adesso mi sveglio di più durante la notte.

Questo mi ha fatto realizzare l’importanza dell’interazione con la persona con la quale condividi un letto mentre dormi. Se il mio ragazzo mi sta abbracciando e per questo ha troppo caldo, mi lascia andare. Dopo un po’ sono io ad abbracciarlo ancora, per poi allontanarmi nuovamente. Quindi lui stenderà la sua gamba sopra di me. O io metterò appoggerò la testa sulla sua spalla. Poi lui mi spingerà per mettersi a cucchiaio. Questo fino a quando non farà troppo caldo per rimanere in quella posizione e dovremo metterci ai due lati opposti del letto. Per poi cercarci nuovamente.

Trovo affascinante come la propria relazione con qualcuno possa evolvere anche mentre dormi. Che si possa comunicare mentre si dorme. Mi sembra una danza. Ma chi la incomincia? Chi si avvicina all’altro, chi si allontana?

La ricerca ha dimostrato che condividendo il letto con qualcuno si perdono due ore di sonno ogni notte. E che avere letti separati, camere separate, fa bene ad una relazione. La gente non è fatta per dormire assieme, abbiamo cominciato a farlo solo dalla rivoluzione industriale in poi, perché ne abbiamo avuto la necessità. Nonostante questo, solo l’8% delle persone scelgono di dormire da sole, mentre quasi tutti scelgono di dormire assieme, nel bene o nel male. Scegliamo la sicurezza, la sensazione di stare insieme, l’amore, invece di una buona notte di sonno.”

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About Tommaso

Co-fondatore e designer presso Zukunft, agenzia di comunicazione senza-aggettivi-alla-moda.

È anche uno dei co-fondatori del progetto internazionale di comunicazione sociale poster for tomorrow.

Tommaso è su TwitterLinkedIn.

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